Le nuove tecnologie sono a tal punto entrate nella nostra vita e in quella dei nostri figli, che scuola e famiglia devono obbligatoriamente svolgere una funzione educativa per stimolarne un uso consapevole e sicuro.

Imparare a utilizzare il PC in modo appropriato è molto importante per prevenire i fenomeni legati ad un uso scorretto; non è tanto, infatti, l’utilizzo in sé delle nuove tecnologie che dovrebbe destare la preoccupazione dei genitori, quanto piuttosto il modo in cui queste vengono approcciate, a cominciare dal posto che occupano e dal significato che possiedono nella vita dei figli.

I principali rischi del mal utilizzo delle nuove tecnologie sono:

  • Cyberbullismo, cioè molestie o maltrattamenti da coetanei sui social network

  • Uso eccessivo e dipendenza, da cui derivano disturbi dell’umore, del sonno, cali nel rendimento scolastico, alienazione e isolamento

  • Adescamento, ossia possibili contatti con adulti che vogliono conoscere e avvicinare bambini/e o ragazzi/e con scopi pedopornografici

  • Contenuti inadatti, dannosi o inesatti, la possibile esposizione a contenuti violenti, pornografici, razzisti o a scorrette informazioni e pubblicità ingannevoli

  • Download illegale di musica, film o altri contenuti protetti dal diritto d’autore

  • Virus informatici, in grado di infettare computer e cellulari

Le nuove tecnologie, però, costituiscono anche un'enorme risorsa sotto tutti i punti di vista, in particolare quando vengono approcciati da bambini e ragazzi non in modo passivo ma interattivo.

 

In questo senso crediamo nell'importanza di stimolarli ad assumere un ruolo attivo, insegnando loro i rudimenti della programmazione informatica (coding). 

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Accompagniamo i  ragazzi nel corretto utilizzo delle nuove tecnologie, stimolandoli anche a coglierne le potenzialità dal punto di vista dell’apprendimento. 

 

Programmare non è solo un linguaggio per computer ma un modo per sviluppare il pensiero creativo, le abilità cognitive e di problem solving e per favorire l'elaborazione di processi mentali complessi, come viene evidenziato anche nel decreto Buona scuola, che prevede l’insegnamento della programmazione informatica in orario didattico. Il Ministero dell’Istruzione sta lavorando, infatti, ad una piattaforma informatica che servirà alle scuole e fornirà un adeguato supporto agli insegnanti sul coding.  L’obiettivo finale è aiutare i ragazzi ad affrontare le tecnologie del futuro in qualità di utenti attivi e non consumatori passivi.

Come spiega in un comunicato il Miur (Ministero Istruzione Università e Ricerca):

Il lato scientifico-culturale dell'informatica, definito anche pensiero computazionale, aiuta a sviluppare competenze logiche e capacità di risolvere problemi in modo creativo ed efficiente, qualità che sono importanti per tutti i futuri cittadini. Il modo più semplice e divertente di sviluppare il pensiero computazionale è attraverso la programmazione (coding) in un contesto di gioco."

 

Imparare a programmare vuol dire, soprattutto, essere in grado di trovare una soluzione a un problema, analizzando i singoli dati a disposizione passaggio per passaggio e valutando poi la soluzione ottenuta. Soprattutto, però. programmare significa comprendere le grandi potenzialità dei mezzi tecnologici, per saperli gestire al meglio.

​Per essere adeguatamente preparati al mondo del lavoro, inoltre, le nuove generazioni devono necessariamente avere una comprensione dei concetti di base dell’informatica; senza una vera conoscenza delle fondamenta culturali e scientifiche della disciplina informatica, che è alla base delle tecnologie digitali, rischiamo – soprattutto in Italia – di essere consumatori passivi ed ignari di tali servizi, invece che soggetti consapevoli di tutti gli aspetti in gioco ed attori attivamente partecipi del loro sviluppo.

La nostra mission, quindi,  è insegnare a bambini e ragazzi come funziona un computer in modo semplice e intuitivo e come imparare a usare la tecnologia su cui si basa. Le nuove generazioni dei "nativi digitali" hanno già un modo naturale di approcciarsi alla tecnologia e questo potrà essere la base di partenza per entrare nel mondo del coding, scoprendone i lati più divertenti e sviluppando contemporaneamente creatività, pensiero logico-matematico e capacità di trovare strategie e soluzioni a problemi, anche complessi, collaborando con gli altri.

 

Attraverso l’insegnamento della programmazione i ragazzi potranno avvicinarsi alle tecnologie digitali con un ruolo attivo e sviluppare capacità che potranno essere una vera risorsa per la loro vita futura. 

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